A spasso con Rebecca

Postato il: dicembre 20, 2010 da admin No Comments

rebecca-al-centro-hurtadoVenerdì 12 novembre, ore 18:20, aeroporto di Capodichino.

L’aereo è atterrato in anticipo, i  nostri sguardi sono fissi alla porta, una moltitudine di domande ci riempiono la testa: la riconosceremo? Come sarà vestita? Cosa le diremo? Per la fretta abbiamo anche dimenticato di portare il classico cartello preparato per farci riconoscere.

Ecco, la porta si apre e compare lei - come avremmo fatto a non riconoscerla - pelle color ebano, capelli cortissimi, un sorriso caloroso, una felpa nera, ma dalla cerniera facevano capolino collane multicolori, una gonna ampia coloratissima e sandali di cuoio da cui uscivano ampiamente le dita dei piedi con delle unghie disegnate. Rebecca aveva con sé solo un pesantissimo zaino sulle spalle, il suo unico bagaglio. L’abbracciamo calorosamente, ha un buon odore, quasi speziato, abbiamo subito la sensazione della sua grande forza, mista ad una regalità innata.

Prendiamo un caffè, per lei un the con latte e zucchero, sarà la sua bevanda anche in pizzeria. Dal suo zaino spuntano tre anelli di perline, confezionati da lei, un regalo per noi, inaspettato e graditissimo.

Davanti ad una donna come Rebecca l’unica cosa che si puo’ fare è portarle lo zaino.

In macchina ci parla subito del suo villaggio, della sua terra, delle abituali violenze che le donne subiscono in Kenya. Ma il suo sguardo non è triste, non c’è rassegnazione nei suoi occhi ma speranza.

Andiamo in pizzeria, la pizza non le piace, mangerà pollo e patatine e  berrà tanto the con latte, è regale anche quando mangia, a piccoli bocconi con un poco di titubanza, quella giusta verso qualcosa che non  si conosce. E’ stanca, dopo due giorni di viaggio, l’accompagniamo al B&B, saliamo con lei, le mostriamo la sua camera e la cucina per la colazione. Ci salutiamo affettuosamente, dandole appuntamento nella tarda mattinata del giorno dopo.

13 novembre ore 11:30. Il traffico del centro è sempre caotico, parcheggiamo il più vicino possibile a via Tribunali, dove alloggia Rebecca, via Duomo è piena di gente, di turisti. È già pronta nell’androne del palazzo, in compagnia di una giornalista tedesca, Birgit Virnich, che segue spesso le sue trasferte. Indossa gli abiti coloratissimi tipicamente kenioti ed è adornata da collane che lei stessa realizza. È bellissima, ma ancora di più della bellezza sono il suo portamento e la sua fierezza a colpirci. Passeggiando la gente incuriosita si ferma a guardarla, essere al suo fianco è motivo di gioia.

Ci fermiamo ad un bar, insieme a Birgit per un caffè. Per Rebecca l’ennesimo the al latte, non riusciremo a farle assaggiare un caffè. Ci rimettiamo in macchina, verso Scampia. Prima tappa al Centro Hurtado dove ad aspettarla ci sono gli studenti del liceo “Elsa Morante” e dell’Istituto alberghiero “Vittorio Veneto”. Abbracci, foto, poi Rebecca si racconta ai ragazzi, affascinandoli. Le mostriamo il Centro Hurtado, rimane entusiasta nel vedere la sartoria “La Roccia” e la borsa realizzata per lei.

Il tempo ci è nemico, un pranzo veloce per farle conoscere la cucina italiana: pasta al filetto di pomodoro e basilico, latticini e melanzane sotto’olio. Rebecca, inizialmente titubante alla vista dei rigatoni, conclude il primo con  la zuppetta lasciando il piatto pulito. E’ già tardi bisogna correre al liceo “Elsa Morante” per allestirne i locali. Quando arriviamo  è già tutto a buon punto,  presentiamo Rebecca alle persone man mano che arrivavano; è un susseguirsi di saluti, abbracci, domande, gesti, presentazioni, foto e interviste fino all’inizio dell’incontro-dibattito. Rebecca è serena, sorride con gli occhi.

Guardando il documentario sulle donne di Umoja per la prima volta negli occhi di Rebecca c’è un’altra espressione. È palese la sua grande forza, il coraggio ma anche lo sforzo e la sofferenza. Quello sforzo e quella sofferenza che trasparirà  anche nella sua testimonianza, di chi lotta quotidianamente contro una cultura violenta e prepotente, che non rispetta le donne in quanto persone,violandone i diritti.

Un applauso  fortissimo, la platea è tutta in piedi, sarà difficile riprendere il filo del dibattito; davanti a lei tutte le nostre problematiche di periferia trascurata  e senza una visione di genere, scompaiono. Lei in questo momento ci ha fatto capire cosa è il riscatto, cosa è la  dignità e liberandoci dall’obbligo del coraggio.

A fine serata, quando tutto è finito ed è il  momento dei saluti, le parole si fermano. Non ci rimane che abbracciarla forte  forte,  con la speranza di un nuovo incontro. “Rebecca we love you. Don’t forget about us , thanks” .

Patrizia Palumbo & Fabiana Romano

Vediamoci a Scampia. La fiducia e i pregiudizi.

Postato il: maggio 16, 2010 da admin No Comments

L’Associazione DREAM TEAM - Donne in rete per la rivitalizzazione urbana vi invita a partecipare alla manifestazione Vediamoci a Scampia. La fiducia e i pregiudizi che si terrà a Scampia il 22 e 23 maggio 2010 e alla cui organizzazione la nostra associazione ha partecipato attivamente.
Vi aspettiamo!

A quattro anni di distanza da “rEsistere a Scampìa”, la festa della letteratura per ragazzi che per un giorno intero invase l’intero quartiere, e dall’inaugurazione del Centro Hurtado con la sua unica biblioteca del quartiere dedicata soprattutto ai ragazzi, il Presidio del Libro di Scampìa e il Centro Hurtado, diretto da padre Fabrizio Valletti, ripropongono il simbolico momento di festa culturale con l’obiettivo, questa volta, di occupare con la cultura il territorio dando fiducia a un prossimo e più veloce cambiamento del territorio.
Proposta dal Presidio del libro di Scampìa in collaborazione con l’Associazione A Voce Alta, i Presidi del Libro e l’Associazione Forum del libro, la manifestazione impegna molte forze del territorio, coinvolgendo non sole le scuole ma le tantissime associazioni, cooperative e piccole imprese che quotidianamente vivono, cercando di trasformarlo, il territorio.

Ne è nata così una festa leggera e allegra che dal libro e la lettura investe numerosi altri campi culturali come il cibo e l’ambiente: un evento simbolico che tenta di restituire alla gente lo spazio ideale dove incontrarsi per tornare a parlare, a confrontarsi, o anche a  scontrarsi, a chiedere pace o continuare la guerra, a denunciare la munnezza, a  stupirsi per la bellezza; un luogo come agorà, con incontri, laboratori, reading, divertenti spettacoli, piccole performance e tanta buona musica!
Il Centro Hurtado (viale della Resistenza), luogo rappresentativo per Scampìa per quanto riguarda lo scambio e l’accrescimento culturale soprattutto delle giovani generazioni ma anche luogo di incontro per le fasce più adulte, sarà il luogo che ospiterà, sabato 22, la maggior parte degli incontri dedicati al tema della manifestazione “La fiducia e i pregiudizi”. Dall’incontro dedicato alle scuole in cui si presenteranno i progetti legati al recupero ambientale del territorio, al messaggio della giornalista Rosaria Capacchione con il magistrato Aldo Policastro sulla necessità di inseguire i propri ideali con forza e determinazione. Dalla visione del docufilm di Giuseppe Cembalo Le piazze di dentro. Percorsi tra i vuoti e i pieni al dibattito con gli scrittori Franco Arminio, Maurizio Braucci e il presidente della Fondazione Premio Napoli Silvio Perrella, al reading di Manuel Coser sul libro di Edward Bunker “Come una bestia feroce” e alla festa Rom con cibo e musica doc.

Scarica qui il programma delle due giornate in formato pdf.

Antigone a Scampia

Postato il: novembre 5, 2009 da admin No Comments

Il 7 novembre alle ore 17.00,  in una sala della Piazza Telematica a Scampia si presenterà  il racconto di Beatrice Monroy (con le letture di Maria Basile) della storia di Antigone: l’eroina Sofoclea.
Due momenti importanti (il giorno prima, il 6 novembre, la lettura avverrà nel quartiere Sanità) nati da un progetto di Serena Gaudino e Marinella Pomarici, diretto ad un folto gruppo di donne di due quartieri complessi di Napoli; donne che si sono confrontate con questa eroina greca e, per circa un anno, si sono riunite per ascoltare, raccontare e condividere le proprie esperienze di vita, rilette alla luce del capolavoro sofocleo.

Antigoni contemporanee che a Napoli spesso assistono alla negazione dei più semplici diritti umani.

E’ stata un’esperienza bellissima, al di là di questo complesso rapporto di legami, di codici, di sangue, che già nel Dna denuncia l’appartenenza ad un sistema che vorrebbero rifiutare, ma per molteplici esigenze - anche economiche - sono costrette ad accettare. Un particolare importante è emerso nel corso dei diversi incontri (aperti anche a donne delle istituzioni, della scuola, delle associazioni): ci siamo sentite tutte sullo stesso piano, tutte vicine e, complice un linguaggio unico e sincero, in grado di ascoltarci, capire le scelte di ognuna, senza giudicare, analizzando i vari percorsi di vita. Abbiamo riso e poi sofferto tanto, con un respiro comune, per le privazioni che ci sono toccate, per le morti che abbiamo dovuto metabolizzare. Momenti intensi che ci hanno fatto capire quanto una donna comune, che incontriamo tutti i giorni nei nostri quartieri in un frenetico andirivieni per accudire figli, padri, mariti, può avere tanto coraggio nelle sue scelte da dichiarare: “Antigone sono io”.

Ringrazio tutte le donne del nostro territorio che hanno partecipato a queste riunioni, sono felice di averle coordinate ed organizzate; con loro ho lasciato un pezzo del mio cuore.

Il 7 Novembre vi aspettiamo numerosi perchè il nostro lungo percorso si concluderà con questo evento-racconto di Beatrice Monroy: un racconto intenso, arricchito anche da alcune storie, raccolte e rielaborate da Serena Gaudino, delle nostre “Antigoni napoletane “.

Patrizia Palumbo - Presidente DREAM TEAM

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